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Il pregevole portale della Chiesa del Carmine testimonianza dello stile "plateresco" in Sicilia |
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Il “portale” è un caratteristico esempio dello stile che più innanzi venne chiamato gotico-siculo, pur essendo, in tutta la sua struttura, una manifestazione, piuttosto primitiva, di quell’architettura arabo-normanna e più precisamente “chiaramontana”, che da noi, a Modica, ebbe molte applicazioni negli edifici chiesastici. Nei capitelli delle colonnette di sostegno all’ogiva, si rinvengono frammenti cosmatici, elementi questi che danno la certezza che i maestri costruttori della Chiesa eran stati a Palermo o da Palermo venivano. I candelabri sono omogenei, ma privi di pennacchi, già distrutti; la spina dell’ogiva è priva di rombo, perché demolito e distrutto: di esso è assai visibile il gambo. Al di sopra dell’arco a sesto acuto, spicca, nella sua magnificenza, il francescano rosone, che ricorda altre Chiese coeve a questa, su cui s’arrampica un cordone, il cilicio. Dopo il terremoto del 1693, che dovette distruggere il tetto, venne sovrapposto alla facciata un nuovo corpo di fabbrica parallela quasi alla torre campanaria. La sovrapposizione deformò la bellezza del primitivo tempio; però si volle architettare di modo che contenesse, su una nicchia, la riproduzione in pietra nella Vergine Madre della “cona” gaginiana nell’interno della Chiesa.
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