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Il prospetto della Chiesa di S. Maria del Gesù

Il prospetto, oggi detto il “portale” e tutto l’edificio, compreso il Chiostro, furono opera d’un certo “Mastru Ramundo”; sul timpano semicircolare della porta si trovano, scolpite, le seguenti lettere:  MA RAMY NDV su progetto, molto sicuramente, di Mastro Michele di Bongiorno di Cava dei Tirreni, mirabile costruttore cavese venuto in Sicilia per progettare e dirigere le costruzioni del nobile Agliata, famiglia assai vicina ai Cabrera.

Il prospetto o facciata della Chiesa, “portale”, unico avanzo della Chiesa propriamente detta assieme alla torre campanaria, rappresenta la più pura manifestazione di quello stile arabo-normanno o gotico siculo, che in Catalogna venne detto “plateresco”, in quanto ebbe origine da Petro Diez, “platero”, cioè argentiere catalano. Il “portale” della Chiesa modicana fu più contenuto nella festosità ornamentale, in quanto doveva almeno ubbidire alla severità stilistica, trattandosi poi di un religioso edificio. Comunque questa superba “porta”, nel suo slancio ascensionale, presenta il gusto dell’epoca ed esibisce la regalità della munifica contessa Anna. Essa è un ricamo di pietre; le due monofore sono elaborate con rievocazioni moresche, sopratutto nel disegno e nel rabescato traforo. Sul rombo del pennacchio centrale due delfini chiudono lo scudo comitale, mentre, paralleli alle alzate delle stupende monofore, si seguono altri stemmi gentilizi, quelli dei Cabrera. degli Henriquez e dei Conti precedenti. I fusti, sei nell’ordine, hanno origine dal plinto e termine ai capitelli artisticamente lavorati, tali da sembrare pezzi d’argento intarsiati; essi sostengono altrettanti archi concentricamente riuniti sino all’archivolto. Le laterali esili lesine sostengono due grandi calici, uno già scomparso, su cui la gioiosa decorazione della flora si intreccia a mazzo come un folto gruppo di gattoni non arrampicanti. La lunetta è geminata da altri stemmi patrizi, ed il cordone la chiude nel ricordo mistico del Poverello d’Assisi; essa contiene un bellissimo gruppo scultoreo di figure simboleggianti scene religiose nel centro due steli fasciati si uniscono, formando come un bel bocciolo di rosa, sulla cui base è una testa alata ed alla cima un ricco fregio, due gattoni uniti a scudo, ai lati, in ordine, due angeli alati poi ancora due teste alate ed infine due diversi scudi. Nell’interno del bocciolo c’è un Frate che sorregge il Bambino Gesù. Al di sopra c’era il “rosone”, ora ridotto ad oculo. La mozza torre campanaria è a sinistra e presenta ancora gli “ordini” e le feritoie primitive