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La facciata del Duomo di S. Giorgio, a cinque navate, domina la vallata su cui sorge Modica L’ingresso risulta dalla scenografica gradinata, composta da 164 gradini; questa più che meravigliosa scalinata si svolge, in discesa, dal piano terra Chiesa sino al corso Garibaldi, superando un forte dislivello. Armoniosa, agevolissima, è un prodigio d’architettura secentesca. Essa vuole esprimere il colonnato del Bernini in S. Pietro a Roma, su piano verticale, e simboleggia un grande Ostensorio dagli ambidue punti di inizio e di fine. Lungo le paratie della gradinata - che uno dei più grandi registi europei, ammirandola dalla strada della circonvallazione Itria, Renoir, ebbe a dire di trovarsi dinnanzi ad un miracolo dell’uomo - corrono i podi di pietra, privi di statue. Ai margini, nelle chiuse interne, sono sorti lussureggianti giardini e splendide aiuole: alti cipressi e frassini, palmizi e gaggie ed ogni sorta di fiori e di piante, sicché, affacciandosi dal Corso San Giorgio, ai piedi della prima gradinata della Chiesa, sembra di vedere un pensile giardino o lo spettacolo della dilatante Roma che appare dalla terrazza del Pincio. L’ornamentazione dei capitelli esterni è corinzia, i fusti dei colonnati omogenei, con basamenti di rettangolari pilastri. Tutta la decorazione esterna, le volute in particolar modo, le due finestrelle o monofore delle porte laterali (seconda e quarta navata), i due oculi delle porte esterne (prima e quinta navata) il superbo ricamo sul grande ingresso centrale, annunciano quel tipico barocco siciliano che, negli anni seguenti, troverà la sua massima applicazione in tutta l’architettura chiesastica che sarà, pure, indicata come gesuitica-spagnolesca. (da "Modica e le sue Chiese" di F.L. Belgiorno)
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